LA TECNICA PROMPT©

 

Il PROMPT© è un insieme di tecniche e metodi progettati per allenare le abilità motorie del bambino alle prese con la comunicazione e lo sviluppo del linguaggio. I benefici sono molteplici e tutti correlati all’impiego  di input ben precisi. Quello che viene infatti creato da noi logopedisti è un piano su misura che viene supportato lungo tutto il percorso. Scopriamo di più su questa tecnica.

Quando parliamo di sviluppo del linguaggio  e di comunicazione dobbiamo sempre ricordarci che sono in gioco numerosi aspetti e abilità. Queste possono essere associate in via principale a tre aree che vengono classificate come dominio fisico, socio-emotivo e cognitivo.

Data la complessità delle connessioni che si vengono a creare è essenziale agire in sinergia. Ecco perché nel tempo si è sempre più diffusa una tecnica, nata negli anni settanta, ma attualissima: il PROMPT©. Il metodo integra e stabilisce tra di loro obiettivi motori articolatori con quelli linguistici e comunicativi. Prima di vedere di cosa si tratta nella pratica partiamo dal darne una definizione.

Il metodo Prompt©: gli input che aiutano.

L’acronimo PROMPT© sta per Prompt per la Riorganizzazione di Target Fonetici Muscolari Orali. La tecnica è pensata per sostenere i piccoli e la loro acquisizione delle abilità motorie necessarie alla produzione del linguaggio. Può essere utilizzata in presenza di diverse problematiche che possono comprendere ritardi evolutivi, disturbi o disordini motori del linguaggio. Altre applicazioni possiamo rintracciarle anche nei casi in cui il bambino abbia un disturbo dello spettro autistico, disartria evolutiva, presenti sordità o la  disprassia evolutiva verbale.

In tutti queste situazioni e in molte altre il metodo PROMPT© si rivela particolarmente efficace perché basato su una valutazione approfondita della dinamica unica che coinvolge il piccolo paziente. A seguire, spetta alla logopedista creare un piano personalizzato.

Ogni bimbo ha il suo percorso unico.

Il metodo PROMPT© fonda buona parte della sua forza proprio nell’impiego di input tattili cinestetici somministrati agli organi articolatori (labbra, guance, mandibola) sempre esternamente al cavo orale in modo da fornire al sistema i movimenti dello speech per ottenere il controllo dell’ampiezza e della traiettoria dei movimenti, degli articolatori implicati e della risoluzione temporale dei pattern motori. Il target sono le sillabe, parole e frasi.

Una fase essenziale è però sempre collegata al primo passaggio che viene messo in atto, cioè la valutazione delle abilità  del piccolo. Questo perché ogni bambino è differente e ha caratteristiche, predisposizioni uniche a cui si aggiunge il particolare momento che sta vivendo nel suo viaggio. Solo partendo dalla corretta analisi di quali sono le sue specificità è possibile allora intervenire a supporto del suo percorso con la creazione di un piano su misura. Seduta dopo seduta, il bimbo esegue quindi  un allenamento pratico e costante che lo porta a concentrarsi sulla vera e propria articolazione delle parole. La dinamica che si viene a creare trae la forza dal gioco e dalla routine per poi diffondere i suoi benefici nella vita quotidiana del piccolo. 

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Fonti

www.promptinstitute.com

Podda I., Workshop di Introduzione alla Tecnica del PROMPT

Chilosi A. M., Disprassia verbale in età evolutiva, Erickson, 2020.

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